Loft L

Casa privata, Milano - Italia

Abbiamo iniziato questo progetto da un'idea semplice: portare a Milano un paesaggio. I proprietari hanno radici tra la Francia e il dipartimento del Giura, e da quel territorio — i boschi, la pietra, le terre ocra — abbiamo estratto la palette che percorre l'intero appartamento come filo conduttore. Ne è nata una casa milanese nello spirito, che però conserva la memoria di un altrove.

Lo spazio è un loft su due livelli, in un edificio dal carattere artigianale ancora leggibile nei mattoni a vista e nelle finestre che si aprono sulla corte interna. Abbiamo mantenuto le travi in lamellare del soffitto, schiarendole con un tono neutro e caldo: una scelta che alleggerisce gli ambienti e lascia entrare la luce, senza cancellare la storia della fabbrica.

Al piano terra abbiamo fatto condividere a living, pranzo e cucina un unico volume. Abbiamo scelto il contrasto alla combinazione naturale: il divano in velluto verde di Edra convive con una poltrona rossa di matrice modernista, una libreria modulare in legno scuro e ottone, opere astratte e oggetti scelti a uno a uno. In cucina abbiamo tenuto insieme legno, acciaio e un'isola in marmo dalle venature viola e brune, con ante in un rosso terra che dà tono all'insieme. Intorno al tavolo tondo verde — l'NVL di Jean Nouvel — abbiamo disposto sedute tutte diverse, tra cui la Superleggera di Gio Ponti: vintage e contemporaneo nella stessa frase.

Per noi, il cuore del progetto resta la corte: il loft si sviluppa a C proprio intorno a essa, e ogni stanza si affaccia prima verso l'interno, poi verso l'esterno. Muri di mattoni, un ulivo, alberi di limone, edera rampicante: a Milano uno spazio all'aperto come questo è un lusso silenzioso, ed è il punto da cui abbiamo fatto prendere respiro e prospettiva a tutte le stanze.

Nelle camere abbiamo abbassato il tono e scaldato la materia. Boiserie e armadiature in legno disegnano le pareti, il tessuto di Dedar riveste il muro dietro il letto, la luce resta morbida e raccolta. Abbiamo portato lo stesso registro nello studio al piano inferiore, dove un pannello in legno solcato da inserti d'ottone fa da fondale a una scrivania d'epoca: un ambiente che abbiamo pensato come flessibile, tra postazione di lavoro, sala TV e camera in più. Nei bagni abbiamo introdotto una nota più fresca — il verde salvia delle ante scanalate, gli specchi vintage dal profilo sagomato, le sospensioni in vetro e ottone di Caccia Dominioni per Azucena — senza uscire dalla grammatica calda della casa.

È questo, in fondo, il nostro metodo: l'eclettismo non come accumulo, ma come dialogo. Teniamo insieme pezzi di design italiano, arredi d'epoca e arte perché li lega un colore, una luce, un'idea di territorio.

PROJECT
Vudafieri-Saverino Partners, Tiziano Vudafieri and Claudio Saverino

PROJECT DIRECTOR
Mariarosaria Sannino

PHOTO
Nicola Colella